21 luglio, 2006

Concerto Lee Ryan.

Uno sguardo, ancora uno sguardo, uno sguardo soltanto...
Posso provare di essere in grado di descrivere un sogno, luci attorno a me, adrenalina e nervosismo, tranquillità e felicità, gli occhi divengono lucidi perchè la luce si fa più intensa, ma guardando bene non è la luce ad annebbiarmi la vista, ma lassù un piccolo e semplice omino saltellante. Un omino semplice, felice, scalmanato, piccolo. Tiene in mano un gelato che sembra emanare dolci note perfette.
La sua voce è divina, è tornata grande e immensa, nessuno sbaglio, nessun azzardo, lei così com è.
Ma questa è solo la descrizione del paesaggio intorno.

Avvicinati, siediti al bordo del palco scenico, chiudi gli occhi pensando alle tue, alle nostre note, riaprili ed uccidimi col tuo sguardo d'amore.

" Eccolo ancora una volta. Il fantasma del nostro amore mi fa tremare. Sono solo piccole gocce di dolore, ma anche la pioggia può trasformarsi in un fiume pensavo di essere al sicuro, vivendo dietro a questo muro. Ma la pressione è troppa. E sta per cadere. Come posso dimenticarti, come posso sopravvivere vivendo a metà la vita che conoscevo. Oh come posso dimenticarti? Mi chiedo se lo senti anche tu, lo senti? Da qualunque parte che mi giri, c'è qualcosa, qualcosa che mi ricorda di te, quando dormo da solo, allungo ancora le braccia, come se tu fossi accanto a me, pensavo di essere al sicuro, ho cercato di trovare qualcosa di nuovo. Ma qualunque cosa io abbia fatto, era qualcosa che noi facevamo sembra che ogni luogo, ogni persona che conoscevamo, ogni suono ogni gusto, mi ricordi di te. Pensavo che questo sarebbe passato, ma è ancora così forte, tengo duro, che cos'altro potrei fare? "

Non me ne accorgo? Come è possibile? Chilometriche lacrime rigano il mio viso, dolci perchè ti ho davanti, stai parlando, no me lo stai cantando, ed io incredula ricambio quella dolce felicità; amare perchè un metro di distaza in particolari circostanze può sembrare infinito, cerco di allungare il mio corpo verso te, è inutile, stendo le braccia come fosse la mia ultima azione, è inutile, più mi avvicino a te e più le mie lacrime si allungano. Come ho potuto non rendermene conto? Parlavamo, noi. Parlava di noi. Insieme cantavamo lei...

How Do I?

Si, caro e dolce omino, tu l'hai creata, tu l'hai cantata, tu me l'hai regalata.
Ma dimmi adesso...

Come posso, ora io, raggiungerti?